The wine italia, il nuovo modo di conoscere il vino. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti. TheWineItalia è un prodotto "Web Mouse Consulting Srl" Strada di Rovereta 42, 47891 Falciano (RSM), e-mail info@thewineitalia.com
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Pollo alla Vernaccia e Zafferano

pubblicato il 31/10/2012 21:49:42 nella sezione "Il ricettario"
Pollo alla Vernaccia e Zafferano
ricetta di Lorenza – Agriturismo Il Rigo

Ingredienti
1 noce di burro
1 pollo a pezzi (o coniglio)
1 cipolla tritata finissima
1 bicchiere scarso di Vernaccia di San Gimignano
0,1 gr di stimmi di zafferano (l'equivalente di una bustina di zafferano purissimo) sciolti in un bicchiere d’acqua tiepida (ci vorranno circa 30/40 minuti)
Qualche cucchiaiata di latte
Una manciata di olive nere al forno
Sale q.b.

Preparazione
In un largo tegame sciogliere la noce di burro. Aggiungere il pollo e fare rosolare per bene una decina di minuti girandolo spesso. Aggiungere la cipolla e farla dorare avendo cura di rimestare con un cucchiaio di legno. Quando il tutto sarà ben rosolato sfumare con la vernaccia e fare evaporare. Regolare di sale. Unire poi lo zafferano sciolto nell’acqua, qualche cucchiaiata di latte, coprire e lasciare cuocere per circa 15 minuti, a 5 minuti dalla fine aggiungere le olive nere.
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Novello che passione: pronte 4 milioni di bottiglie

pubblicato il 31/10/2012 10:02:42 nella sezione "News Wine"
Novello che passione: pronte 4 milioni di bottiglie
Via libera alla vendita delle circa 4 milioni di bottiglie di vino novello Made in Italy prodotte nel 2012 che potranno essere stappate a partire dal 30 ottobre secondo un calendario fissato per decreto.
Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che la qualità si prevede buona, ma la produzione risulta in calo del 30 per cento quest’anno in cui il “deblocage” è stato anticipato rispetto al passato secondo quanto disposto dal decreto del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali 13 agosto 2012.
La commercializzazione del novello in Italia - sottolinea la Coldiretti - è anticipata quest’anno di ben sedici giorni rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà assaggiare solo a partire dal terzo giovedì di novembre e cioè solo dal 15 di novembre. Il forte calo della vendemmia in Italia con una produzione complessiva di vino al di sotto dei 40 milioni di ettolitri ha indotto - osserva la Coldiretti - i produttori nazionali a riservare al novello un quantitativo minore di bottiglie rispetto al solito. Inoltre - continua la Coldiretti - il vino da bere giovane, anche se apprezzato come prima produzione enologica dell’anno, ha un po’ perso lo smalto di qualche anno fa anche per la limitata conservabilità che ne consiglia il consumo nell’arco dei prossimi 6 mesi. I prezzi di vendita sono stabili - sottolinea la Coldiretti - con una media di 5 euro a bottiglia. Il fatturato del vino novello è di circa 20 milioni di euro e sono oltre duecento i produttori con oltre un terzo del totale delle bottiglie che esce dalle cantine del Veneto che insieme al Trentino copre quasi la metà della produzione nazionale, mentre a seguire si posizionano la Toscana, la Sardegna, l'Emilia Romagna e la Puglia. La produzione italiana - precisa la Coldiretti - è caratterizzata soprattutto da novelli monovitigno con l'utilizzazione di un'ampia gamma di vitigni autoctoni (Teroldego, Ciliegiolo, Nero d'Avola, ecc.) anche se quelli più utilizzati sono nell'ordine Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera. Il "vino da bere giovane" è nato negli anni ' 50 in Francia nella regione Beaujolais e le sue caratteristiche sono determinate dal metodo di vinificazione utilizzato che è stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla macerazione carbonica. Leggero, con bassa gradazione (11 gradi) e bouquet aromatico, il novello – continua la Coldiretti - viene consumato soprattutto dal pubblico dei più giovani in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste. Un piacere che quest’anno è piu’ difficile da conquistare per effetto del crollo nella produzione di castagne che risulta praticamente dimezzata per l’andamento climatico avverso, ma anche per l’attacco di un parassita il “Cinipide galligeno del castagno” che - conclude la Coldiretti - è arrivato dalla Cina in Italia dove sta mettendo a serio rischio i boschi.

(Fonte ANSA)
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Il Brunello si racconta a Firenze

pubblicato il 31/10/2012 09:49:18 nella sezione "Fiere & eventi"
Il Brunello si racconta  a Firenze
Il Brunello si racconta
Martedi 13 Novembre 2012
Ex Tribunale (Piazza S. Firenze)
alle ore 18.30 - Ingresso: gratuito
(prenotazione obbligatoria a: prenotazioni@biennaleenogastronomica.it
indicando nome e recapito telefonico)

Uno dei vini più rappresentativi della tradizione toscana, fiore all’occhiello dell’enologia tricolore, diventa protagonista di un’esclusiva degustazione aperta al pubblico che permetterà di conoscerne da vicino le caratteristiche e alcuni dei più importanti interpreti.
Dodici produttori si presentano raccontando, attraverso il proprio vino, il territorio, l’azienda e la loro filosofia. Guida l’incontro il Direttore Artistico della Biennale Leonardo Romanelli.
CAPARZO
Caparzo Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
COL D’ORCIA
Poggio al vento Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
COL DI LAMO
Col di Lamo Brunello di Montalcino Docg 2007
FATTORIA DEI BARBI
Fattoria dei Barbi Docg Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
IL MARRONETO
Marroneto Brunello di Montalcino Docg 2002
LA CORTE DEI VENTI
La Corte dei Venti Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
LA GERLA
La Gerla Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
LA PODERINA
La Poderina Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
MARCHESI DE’ FRESCOBALDI
Castelgiocondo Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
TENUTA POGGIO IL CASTELLARE
Tenuta Poggio Il Castellare Brunello di Montalcino Docg 2007
TENUTA DI SESTA
Tenuta di Sesta Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006
TENUTE SILVIO NARDI
Vigneto Manachiara Brunello di Montalcino Docg 2006
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Biennale Enogastronomica Fiorentina 3-18 Novembre 2012

pubblicato il 31/10/2012 09:36:12 nella sezione "Fiere & eventi"
Biennale Enogastronomica Fiorentina 3-18 Novembre 2012
La Biennale scalda i motori. E’ ormai definito il calendario di eventi che, da sabato 3 a domenica 18 novembre, farà di Firenze un tappa da non perdere per tutti gli appassionati del buon cibo e del buon bere. Ricco come non mai il cartellone degli appuntamenti in programma, sedici giorni no stop per festeggiare al meglio la terza edizione di una rassegna che, dopo il successo delle precedenti, vuole rendere Firenze sempre più crocevia di sapori e saperi enogastronomici. Occhio come sempre puntato sul paniere agroalimentare locale, ai suoi protagonsiti e alle sue tradizioni: ma la Biennale si rinnoverà anche quest’anno quale momento di scoperta e conoscenza di produzioni extraterritoriali. In questa direzione il gemellaggio con l’Emilia-Romagna, voluto per non dimenticare una terra così fortemente colpita dal recente terremoto (dal pellegrinaggio che dal modenese arriverà nel capoluogo toscano, inaugurando la rassegna con un assaggio di tipicità locali, alla degustazione che avrà come protagonista il Lambrusco). Un contenitore vario ed eterogeneo che affiancherà musica, spettacoli, mercati e tanto altro ancora…
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La spongata

pubblicato il 30/10/2012 18:56:43 nella sezione "Il ricettario"
La spongata
ricetta tratta dal sito “Ode al Vino”

Preparazione
La farcitura va preparata un giorno prima, così da insaporirsi bene. Sbriciolare accuratamente le noci, le mandorle, i pinoli e le nocciole. Versare il miele in un pentolino, e porlo su fuoco basso a fluidificarsi. A questo punto versare il vino nel pentolino con il miele e portare ad ebollizione. Unire poi la frutta secca precedentemente tritata e l`uvetta, che avrete ammorbidito in acqua tiepida. Mantenendo sempre il fuoco basso, aggiungere i biscotti secchi triturati ed amalgamare il tutto. Spolverate il tutto con la noce moscata e la cannella, il pepe nero e dei chiodi di garofano pestati. Ottenuto un composto omogeneo, togliere dal fuoco, lasciare raffreddare. Versare poi questo composto in una terrina e lasciare riposare al fresco per un giorno (meglio se due).
Il giorno successivo, preparare la pasta. Porre sul piano di lavoro la farina a fontana, aggiungere al centro il burro morbido, lo zucchero ed iniziare ad impastare. Unire poi un pizzico di sale e del vino bianco. Continuare ad impastare fino ad ottenere un composto compatto ed omogeneo. Porre quindi a riposare circa 30 minuti al fresco.
Dividere la pasta in due parti, una più consistente dell`altra. Disporre la parte di impasto più grande sul fondo di una teglia, precedentemente imburrata e cosparsa di farina, e stenderlo fino ai bordi. Versare il ripieno, preparato il giorno prima, e foderate con la parte più piccola dell`impasto, che avrete steso a parte. Unire i bordi, bucare con l`ausilio di uno stuzzicadenti la parte superiore della torta e, spennellarla con poco d`olio. Porre la torta in forno preriscaldato a 190°e fare cuocere per circa 30 minuti, il guscio deve dorare leggermente. Una volta ultimata la cottura, fare raffreddare la torta e guarnire con zucchero a velo.
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Cala il sipario sul Salone del Gusto e Terra Madre: l’edizione più bella di sempre

pubblicato il 30/10/2012 12:04:57 nella sezione "News Wine"
Cala il sipario sul Salone del Gusto e Terra Madre: l’edizione più bella di sempre
Un solo giorno non è sufficiente per visitare gli stand, incontrare i produttori e scoprire tutte le realtà presenti al Salone del Gusto e Terra Madre, su cui stasera si spengono i riflettori, sono i commenti più sentiti in questi giorni. «220.000 visitatori italiani e stranieri, 16.000 partecipanti alle 56 conferenze, 8000 studenti e 3700 bambini che hanno preso parte alle attività educative, affrontando temi molto attuali, quali acqua, salute e ambiente». Questi i primi dati comunicati da Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, raccontando l’evento che ha colorato i padiglioni di Lingotto Fiere e Oval in questi cinque entusiasmanti giorni.


«La fusione tra Salone del Gusto e Terra Madre ha reso questa edizione la più bella di sempre, permettendo uno scambio continuo tra i Paesi, mescolando profumi e nazionalità, in cui è stata notevole la partecipazione dei giovani, produttori, delegati e semplici visitatori», continua Burdese. «Nonostante il difficile periodo che stiamo attraversando, molti prodotti erano esauriti nel Mercato già domenica sera, denotando una sempre maggiore attenzione del pubblico ai cibi di alta qualità. È infatti tempo che lo stato di salute del comparto agroalimentare diventi la cartina di tornasole per comprendere la condizione del Paese».


«Un grazie di cuore a Slow Food per un Salone del Gusto e Terra Madre dai numeri straordinari. Devo riconoscere che in questi ultimi tempi Torino sta sorprendendo per capacità di adesione e partecipazione, e ora la città inizierà da subito a lavorare all’edizione 2014. Ma non dimentichiamoci che l’Expo 2015 si avvicina a grandi passi, e se Torino deve diventare il simbolo dell’enogastronomia, è fondamentale una solida collaborazione e una convergenza di tematiche con gli organizzatori della manifestazione milanese. Dobbiamo riuscire a coinvolgere maggiormente la città e la popolazione nei prossimi anni, includendo le tante imprese e attività presenti nel territorio. Per il resto, semplicemente grazie a chi ha reso possibile un evento di tale portata, con entusiasmo ed energia», ha aggiunto Maurizio Braccialarghe, assessore alla Cultura e Turismo della Città di Torino.


Quindi, per venire alle informazioni salienti, segnaliamo un incremento del 10% nel numero complessivo di visitatori, il tutto esaurito a Master of Food, Laboratori e Teatri del Gusto con moltissimi stranieri, 15.000 download dell’applicazione dell’evento e una notevole affluenza all’Enoteca, in cui sono stati i grandi vini i veri protagonisti, accompagnati dai piatti delle vicine Cucine di Strada.


Con il suo orto di 400mq situato proprio al centro dell’Oval, l’Africa è sicuramente stata la protagonista dell’evento, con i suoi prodotti, le storie delle comunità e soprattutto le testimonianze dei tantissimi giovani che intendono riprendere in mano il futuro del continente, ritornando nei loro villaggi con gli occhi pieni di testimonianze, idee e progetti. Africa, dunque, ma non solo. Si è parlato molto anche di legalità, di lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, di rinascita e cooperazione tra le realtà colpite da disastri naturali, dalla Liguria all’Emilia, dall’Abruzzo al Giappone. Mani che si stringono, contatti che si scambiano, idee che si confrontano. In mille lingue diverse. Questi i simboli del Salone del Gusto e Terra Madre 2012.


Parallelamente all’evento, i 650 delegati provenienti da 95 Paesi hanno partecipato al VI Congresso Internazionale di Slow Food, discutendo di clima, sicurezza alimentare e biodiversità. «Con 90 interventi da 51 Paesi, Slow Food ha parlato al mondo e il mondo ha parlato a Slow Food». Così Carlo Petrini, rieletto presidente dell’associazione all’unanimità, delineando gli obiettivi per i prossimi quattro anni: «Il nostro impegno non deve fermarsi, e gli obiettivi sono ambiziosi: nei prossimi quattro anni dobbiamo continuare il nostro lavoro in Africa con sempre maggiore convinzione, e dobbiamo alimentare l’Arca del Gusto con nuovi prodotti tradizionali e varietà autoctone a rischio di scomparsa». Con queste parole Petrini ha esortato i delegati a lavorare nel proprio Paese per un rafforzamento complessivo delle comunità del cibo e dell’associazione. La novità principale è la costituzione di un ristretto comitato esecutivo formato da sei esponenti, con il compito di trasformare le scelte strategico politiche in attività concrete.


«Torino si conferma la capitale dell’enogastronomia», conclude Burdese, «e vorrei ringraziare gli oltre dieci enti che ci hanno assistito in tutte le fasi organizzative e tutti i produttori, montatori, tecnici che non ci hanno mai negato una mano. Quindi non mi resta che darvi appuntamento al 2014, promettendovi un Salone del Gusto e Terra Madre memorabile!».

(Comunicato Stampa)
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Montepulciano d'Abruzzo: lo conoscono 9 italiani su 10

pubblicato il 30/10/2012 11:56:37 nella sezione "News Wine"
Montepulciano dAbruzzo: lo conoscono 9 italiani su 10
CHIETI - Il Montepulciano d'Abruzzo e' molto noto tra gli italiani: nove su dieci dichiarano di conoscerlo, tre su dieci affermano di berlo spesso e quasi quattro su dieci dicono di degustarlo almeno raramente per un complessivo 72 per cento di bevitori. E' uno dei risultati che emergono dalla ricerca ''Vini di qualita' abruzzesi: percezioni e mercato'' realizzata da Renato Mannheimer presentata a Chieti presso il teatro Marrucino in occasione della illustrazione delle strategie di comunicazione e della nuova immagine per la valorizzazione dei vini di qualita' della Regione Abruzzo, una campagna curata da Pomilio Blumm per la quale e' stato scelto lo slogan ''Montepulciano, piacere d'Abruzzo''. Una campagna che punta molto sul web, oltre sui tradizionali mezzi quali radio e televisione, e che vuol raggiungere i mercati del Nord Europa.

Dalla ricerca, condotta su un campione di 438 persone tramite sistema Cawi, emerge inoltre che il Montepulciano d'Abruzzo e' bevuto assiduamente soprattutto nel centro sud e nelle isole e dai 45-54enni che verosimilmente hanno maturato piu' competenze nella scelta dei vini e dispongono di maggiori possibilita' di spesa.

Gli italiani che conoscono meglio il Montepulciano d'Abruzzo premiano in particolare la sua versatilita' (91 per cento), la sua capacita' di evocare il territorio di produzione, l'unicita' del gusto (88 per cento), la sua reperibilita' (83 per cento) e la capacita' di rappresentare l'eccellenza dei rossi italiani.

Le caratteristiche che piu' incontrano il favore del pubblico si riferiscono alla capacita' di attirare alla lettura del contenuto della bottiglia (81 per cento) e all'opinione che sia un'immagine suggestiva rispetto alle tendenze di comunicazione sui vini (79 per cento), che si adatta bene ad un grande rosso (79 per cento) e che evoca il valore di un prodotto di qualita' (79 per cento). Gli italiani intervistati preferiscono l'attuale campagna per promuovere il Montepulciano d'Abruzzo: il nuovo visual appare infatti preferita da 6 italiani su 10 e tale quota aumenta fra i bevitori piu' affezionati. L'appuntamento a Chieti, al quale ha preso parte l'assessore regionale alle politiche agricole Mauro Febbo, e' stato promosso dal Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo e dai Consorzi Colline Teramane e Tullum e e' sttao moderato da Tinto e Fede della trasmissione Decanter in Onda su Radio Due. ''Questa manifestazione - ha detto Tonino Verna, presidente del Consorzio di tutela de vini d'Abruzzo e' l'inizio di un percorso che si concludera' da qui a 18 mesi e che ha per obiettivo di far presentare sul mondo del mercato globale del vino l'Abruzzo unito, con un unico linguaggio: cioe' il Montepulciano ha il suo valore e deve essere posionato sul mercato per quello che rappresenta, per l'eccellenza che e' e per il suo valore intrinseco. Nel corso di questi mesi attraverso questa iniziativa dobbiamo raggiungere i consumatori e tutta la filiera della commercializzazione del vino''.

(Fonte ANSA)
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Alberto Ravazzi racconta i suoi vini di Toscana a Palazzone- San Casciano dei Bagni (SI)
toscana (siena) san casciano dei bagni

pubblicato il 30/10/2012 11:40:26 nella sezione "Le cantine"
Alberto Ravazzi  racconta i suoi vini di Toscana a Palazzone- San Casciano dei Bagni (SI)
di Alessandra Conforti - thewineitalia.com

The Wine Italia ha incontrato Alberto Ravazzi delle Cantine Ravazzi a Palazzone- San Casciano dei Bagni (SI). Con lo spirito di accoglienza e la gentilezza che lo contraddistinguono, Alberto Ravazzi ci ha accolti nel suo ufficio e ha scambiato due chiacchiere con noi sul mondo del vino.

Parlaci della tua azienda. Come nascono le Cantine Ravazzi?

Le Cantine Ravazzi nascono negli anni ’60, l’azienda è stata fondata da mio padre Enio.
All’inizio l’ azienda possedeva 4 ha di vigneto poi, quando sono entrato io nel 1986, l’azienda si è ampliata; oggi abbiamo una nuova cantina e 18 ha di vigneto. Sono in gran parte vigneti autoctoni come Sangiovese, Canaiolo e Malvasia del Chianti anche se la voglia di sperimentare ci ha portato a nuovi impianti come Sagrantino, Merlot e Vermentino Bianco. Fra i nostri prodotti troviamo vini rossi, bianchi e rosati, spumante, vinsanto e grappe. Il 30 ottobre, in anticipo rispetto agli anni passati, sarà disponibile anche il Novello, un vino ricco di profumi floreali e molto piacevole. È da poco nato anche il portale Ravazzi Wine Shop dove è possibile comprare online i nostri prodotti in modo semplice e veloce pagando in tutta sicurezza con carta di credito attraverso il portale della Banca Valdichiana di Chiusi.

Come è andata la vendemmia 2012?

Quella del 2012 è stata un’annata difficile per la produzione, in particolar modo a causa della siccità della scorsa estate. È stata una bella sfida che ha messo alla prova la nostra esperienza e ha confermato il fatto che nella produzione di vino di qualità la selezione delle uve gioca un ruolo fondamentale. Proprio grazie alla nostra esperienza e alla selezione accurata siamo riusciti ad ottenere vini di alta qualità.

Secondo Assoenologi in pochi anni la Cina produrrà vini di qualità e diventerà un concorrente per l’Italia. Cosa ne pensi e soprattutto quale pensi dovrebbe essere la risposta italiana?

Questa è una situazione che abbiamo già vissuto e stiamo tuttora vivendo con i paesi emergenti dal punto di vista vitivinicolo, mi riferisco a paesi come Sudafrica, Argentina, Cile e Australia. Sicuramente la Cina diventerà un concorrente importante perché hanno molta voglia di imparare e conoscere, inoltre con un territorio così vasto potranno sfruttare le risorse climatiche per mettere a punto vini di qualità. Penso che il nostro punto di forza sia la tradizione, difendere i vitigni autoctoni e puntare a produrre prodotti di qualità sempre maggiore. Non credo che dovremmo avere paura del futuro perché il mercato si sta aprendo, nuove culture si affacciano al mondo vinicolo e c’è una consapevolezza maggiore dei prodotti di qualità.

Che tipo di problematica deve affrontare un azienda vinicola che si affaccia al mercato estero?

Penso che uno dei problemi più grandi sia la mancanza di organizzazione soprattutto nel “dopo evento”. Esistono infatti molti eventi di promozione del vino italiano all’estero ma poi ogni azienda deve sviluppare i contatti e creare il mercato da sola e le aziende piccole e poco strutturate non ci riescono. Un altro grande problema soprattutto dalle nostre parti è la mancanza di aggregazione, o meglio esiste aggregazione ma c’è molta diffidenza. Forse è un problema culturale, speriamo che nel prossimo futuro gli imprenditori del settore si convincano a creare le cosiddette “reti di impresa” in modo da essere più forti insieme.

Torniamo alle Cantine Ravazzi. Si sta avvicinando il periodo natalizio, state preparando delle offerte particolari?

Si. Grazie al nuovo portale stiamo lavorando molto sulla vendita on line, abbiamo molte offerte sui nostri prodotti sia per le aziende che per i privati. Proprio in previsione del periodo natalizio abbiamo studiato confezioni particolari e idee regalo che comprendono abbinamenti fra i nostri prodotti e prodotti tipici delle nostre zone. Abbiamo anche un’offerta particolare dedicata al pubblico femminile che prevede una crema al vino Chianti in omaggio. Tutte le offerte in dettaglio sul sito

www.ravazziwine.it

Cantine Ravazzi
Via delle Cantine, 2
53040 Palazzone – San Casciano dei Bagni (SI)
Tel. 0578.56008
info@ravazzi.it

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A volte basta un gesto piccolo...come un tappo!

pubblicato il 30/10/2012 11:25:44 nella sezione "News Wine"
A volte basta un gesto piccolo...come un tappo!
Nato grazie ad Amorim Cork Italia, il progetto ETICO per il riciclo dei tappi in sughero, ha già raccolto milioni di tappi.
Il sughero è un materiale riciclabile al 100%, così Amorim Cork Italia, azienda leader nella produzione di tappi di sughero, ha deciso di salvaguardare le querce da sughero e promuovere il progetto ETICO per il riciclo dei suoi tappi.
"Se in natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, anche Amorim vuole partecipare a questo circolo virtuoso di rinascita portando la materia prima sughero a rigenerarsi in una nuova vita, generando effetti benefici diffusi tra gli attori che vi partecipano. Ridurre l’impatto ambientale del suo processo produttivo per Amorim è etico. Tutelare le foreste da sughero insieme al loro ruolo di barriera contro la desertificazione sociale ed ambientale è etico. Riciclare il sughero già usato e trasformarlo nuovamente in materia prima è etico. Condividere i benefici di questa operazione con l’ambiente e con chi ne ha bisogno è etico".
Amorim ha messo a disposizione dei soggetti coinvolti un apposito box contenitore per i tappi in sughero usati. Grazie alla collaborazione di diverse associazioni onlus, impegnate in prima linea nella raccolta e che saranno le prime beneficiarie del ricavato dalla vendita, il progetto ha avuto un grande successo. Si tratta di realtà attive al fianco delle persone disabili o malate, come “Fondazione Oltre il Labirinto onlus” e “Lotta contro i tumori Renzo e Pia Fiorot onlus”, o impegnate per la tutela dell’ambiente come “A Braccia Aperte onlus” e ben radicate sul territorio. Fondamentale poi il contributo della Cooperativa del carcere di Bollate (MI), che si occuperà dello smistamento dei tappi. Molti altri soggetti hanno dimostrato grande entusiasmo per l’iniziativa e continuano ad aumentare di giorno in giorno sull’intero territorio nazionale, tra questi l’ente per la gestione dei rifiuti di Verona “Amia”, la F.I.S.A.R. del Nordest (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) e i sommelier dell’AIS Veneto.
C'è sempre bisogno di iniziateive di questo genere che tutelino e salvaguardino il mondo che ci circonda, perché solo quando l'uomo riuscirà a non danneggiare la propria Terra e a vivere nel rispetto della natura si potrà parlare di "civiltà".

Alessandra Conforti
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Bere vino rosso, mangiare poco e non fumare. Ecco come salvarsi dal virus A

pubblicato il 29/10/2012 17:35:30 nella sezione "Salute e benessere"
Bere vino rosso mangiare poco e non fumare. Ecco come salvarsi dal virus A
Roma, 24 set. - (Adnkronos/Ign)

Bere vino rosso, mangiare poco e prevalentemente frutta e verdura e non fumare. Così a tavola si può contrastare l'influenza A.
Uva rossa e vino, grazie al resveratrolo molecola in essi contenuta, sono infatti 'antivirus' naturali contro l'influenza''inclusa quella A'', sottolinea la Coldiretti.
Assieme al vino per combattere i virus influenzali sono utili anche frutta e verdura, ricchi di antiossidanti e ''latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e per alcuni esperti anche l'aglio, che contiene una sostanza, l'allicina, particolarmente attiva nella prevenzione'', sottolinea l'organizzazione delgli agricoltori.
Ma tutto questo con misura. Contro i virus che minacciano la salute nella prossima stagione invernale, infatti, una difesa importante è nella mezza porzione. Parola di Claudio Cricelli, presidente della Simg (Società italiana di medicina generale), che spiega come "le scorpacciate rendono più vulnerabili all'attacco di questi patogeni, come il fatto di essere obesi o di non rinunciare alle sigarette. Insomma, mangiando meno e meglio si riduce il pericolo di ammalarsi".
"Lo dimostrano numerosi studi, e l'osservazione di quello che accade dopo periodi di libagioni e ricchi pasti, come ad esempio a Natale e Pasqua", aggiunge Cricelli.
"Stimiamo un aumento del pericolo di ammalarsi del 15% per chi mangia in modo troppo abbondante, ma anche per quanti non rinunciano alle sigarette", gli fa eco il virologo dell'Universita' degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco. "Il fumo crea un danno alle vie aeree che apre la strada ai patogeni. Inoltre è dimostrato che una dieta 'parca' e sana aumenta la longevità". Ma a quanto bisognerebbe rinunciare? "In genere si stima che sarebbe bene ridurre del 30% l'apporto calorico complessivo", dice il presidente della Simg. Ma è bene guardarsi anche da "diete dimagranti sbilanciate, alcolici in eccesso, e anche un intenso esercizio fisico, che causano un'iperproduzione di radicali liberi e rendono l'organismo piu' vulnerabile", conclude Pregliasco
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Vino sulla mensa romana

pubblicato il 29/10/2012 14:08:31 nella sezione "Wine style"
Vino sulla mensa romana
Per i Romani il vino non ricalcava la tradizione dell'invasamento religioso tipica della cultura greca (simposio) dove colui che beveva era posseduto dal vino e dalle divinità (Eros, Dionisio o le Muse). Nel banchetto romano si presentava simultaneamente la carne ed il vino, identificando quest'ultimo come una bevanda e non una droga.
Nella Roma delle origini, il vino rappresentava se non una rarità, almeno un lusso. Berlo era considerato un privilegio dei capi famiglia e dei maschi adulti, sottoposto a concessione per le mogli e precluso alle donne nubili.
Il vino costava troppo, bisognava centellinarlo, e perciò si allungava mescolandolo (da qui “mescere”) con acqua calda in capienti coppe. Puro si consumava solamente come farmaco e per le libagioni votive.
Quando Roma, a seguito delle conquiste territoriali, incrementò il volume degli scambi l’umanità più diversa iniziò a rifocillarsi di vino nelle taverne che si aprivano nelle strade delle città. Il vino veniva servito caldo, accompagnato da cibi che, già pronti, potevano essere mangiati con facilità. Una ostentazione di ricchezza era invece, bere il vino raffreddato facendolo passare attraverso la neve. Il lungo invecchiamento era considerato irrinunciabile per i vini destinati alle mense importanti, come testimonia Petronio, nella cena di Trimalcione, citando un Falerno vecchio di cento anni.
A Plinio, autore tra l’altro di un esauriente catalogo di vini italiani ed esteri, si farebbe ascendere la paternità del celeberrimo detto “in vino veritas”, riferito sia alle virtù medianiche conferite dall’ebbrezza, che alle facilità di parola generata da una bevuta.
Furono i militari romani, tra i migliori estimatori del vino, ad esportare la coltivazione della vite in Europa settentrionale, prima liberamente poi seguendo precise regole dettate dagli imperatori, impiantandola in aree oggi famose e rinomate come Bordeaux, Borgogna, Loira e Champagne.
Oggi è difficile farsi un'idea del sapore del vino di allora.
Gli haustores, i sommeliers dell'epoca, classificavano i vini in un'infinità di modi (dolce, soave, nobile, prezioso, molle, delicato, ecc.), dimostrando così di avere un palato sensibilissimo. Il vino si mesceva in coppe larghe e quasi piatte. Prima di iniziare un banchetto, vi era l'uso di eleggere, sorteggiandolo ai dadi, un "magister bibendi". Costui, che doveva astenersi dalla bevanda, aveva il compito di stabilire quante parti di acqua, calda o fredda, vi si mescolavano.
Le diluizioni preferite, dopo aver scartato quella metà acqua e metà vino, giudicata pericolosa, erano quelle chiamate “a cinque e tre”. La proporzione a cinque era formata da tre quarti d’acqua e due di vino; quella a tre, invece, da due parti d’acqua per una di vino.
All'inizio si servivano i vini migliori come il Falerno “rosso cupo”, mentre man mano che il convivio procedeva, si mettevano in tavola quelli sempre più scadenti. Molti predicavano, come Plinio, che il vino doveva essere puro, ma i “raffinati” della tavola, usavano misture d’ogni tipo. La più comune era quella fatta con l’aggiunta di miele, al fine di ottenere il vinum mulsum ritenuto assai prelibato. Altre misture erano realizzate con pece, resine, profumi femminili, acqua marina e addirittura cloruro di sodio o gesso.
Durante la giornata ogni scusa era buona per bere un buon bicchiere di vino. Si brindava alla salute di un amico, di una persona importante o della donna amata e in questo caso si bevevano tante coppe, quante erano le lettere che ne componevano il nome.
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Ciambelline al Vino Rosso

pubblicato il 29/10/2012 07:40:26 nella sezione "Il ricettario"
Ciambelline al Vino Rosso
dal blog La patata in Giacchetta

Preparazione
In una grossa ciotola mescolate insieme prima l’olio, il vino, lo zucchero e il sale e poi incorporate la farina setacciata con il lievito. Scaldate il forno a 180° C e iniziate a preparare le vostre ciambelline: prelevate dall’impasto piccole parti e lavoratele fino ad ottenere dei cordoncini dello spessore di un mignolo. Arrotolatele su se stesse fino creando la forma di un anello, tagliatele e passatele da entrambi i lati sullo zucchero di canna. Disponete le ciambelline su una teglia coperta con la carta da forno e cuocetele nel forno caldo per circa 15 minuti.
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Ampeloterapia ovvero come disintossicarsi con una dieta a base di vino

pubblicato il 29/10/2012 07:27:44 nella sezione "Salute e benessere"
Ampeloterapia ovvero come disintossicarsi con una dieta a base di vino
Ampeloterapia ovvero come disintossicarsi con una dieta a base di vino. Il termine ha origini greche: ampelos in greco significa vite.
L’ Ampeloterapia occupa un posto di rilievo tra tutti i trattamenti e le cure che mettono in relazione vino e salute.
Si tratta di un programma alimentare che prevede un consumo sistematico e progressivamente crescente di uva. La dieta mira a trasformare l’ uva nell’ ingrediente principale della propria dieta per un periodo di tempo determinato. In genere si programma una dieta a base di uva della durata di una settimana.
L’ obiettivo è quello di purificare fegato e intestino attraverso l’ accentuazione delle proprietà diuretiche e lassative dell’ uva. La presenza negli acini di un elevato quantitativo di potassio al quale si aggiungono sostanze come la pectine, la cellulosa e gli enzimi, rende l’ uva uno speciale coadiuvante per il benessere del corpo.
La Ampeloterapia può essere praticata sia consumando uve bianche sia assumendo uve nere. Questa pratica, le cui origini sembrano perdersi nella storia, oltre a garantire un effetto altamente diuretico, può essere grande alleata per combattere i radicali liberi, causa dell’ invecchiamento della pelle.
Infine, la Ampeloterapia può diventare un indispensabile supporto naturale per favorire la circolazione sanguigna e la fortificazione delle pareti dei vasi sanguigni (vene e capillari).
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Trattoria Arlati - Milano
lombardia (milano) milano

pubblicato il 29/10/2012 07:12:35 nella sezione "Ristoranti"
Trattoria Arlati - Milano
La Trattoria Arlati viene fondata negli anni‘30 quando Luigi e Modesta Arlati decidono di fare il grande salto abbandonando il lavoro in Pirelli per intraprendere un’attività propria. La sede allora era l’esercizio all’angolo di viale Sarca con via San Glicerio e lì avviano il nuovo lavoro con Luigi in sala e Modesta ai fornelli.

Lì passano tutta la guerra, aiutando come possono clienti ed amici e arrangiandosi tutti i giorni per mettere in tavola qualcosa: per fortuna che dalla vicina Brianza arriva sempre il salame buono, le uova, il pezzo di formaggio o magari di carne complice la valigia di qualche compaesano impiegato in Pirelli che così arrotonda la paga facendola in barba alle tessere annonarie e al mercato nero.


Nel 1947, quando, secondo la leggenda famigliare, il Luisin decide di trasferirsi in centro (della via naturalmente!), la trattoria Arlati trasloca all’attuale indirizzo e lo stesso anno nasce Mario, il terzo figlio.


Passano così gli anni: tutti i giorni i tram e il trenino dalla Brianza scaricano alla Bicocca migliaia di lavoratori che alle sei di mattina si scaldano con tazze di grigioverde e bianchin sprusà.
Alle 5 di mattina Modesta è già in cucina a metter su il brodo, base di tutti i piatti della cucina milanese e poi nervetti, risotti, stracotti, ossibuchi, minestrone, cotolette e vitel tonnè. Intanto i figli grandi studiano e si laureano, Mario invece con il suo temperamento artistico vuole fare della trattoria la sua prima opera d’arte.

Quando, alla fine degli anni ’60, comincia a subentrare ai genitori lo fa trasformando il locale da osteria di periferia a ristorante frequentato da tutto il mondo artistico-culturale della città attirato lì dall’ambiente pieno di novità: l’arredamento un po’ d’antiquariato un po’ bric e brac, l’atmosfera rilassata e cordiale, la cucina tradizionale ma sempre curata con una continua ricerca dell’ingrediente genuino, della ricetta da riscoprire.


Quando nel ’73 apre “il sotto” diventa il primo locale a Milano dove si suona musica dal vivo e tutte le sere si succedono la formula 3, gli area, Lucio Battisti e tanti altri che organizzano jam session esplosive che finiscono intorno a un bel piatto di salame , la michetta, una bella scheggia di grana.
Con il passare degli anni la città è cambiata; la Bicocca sopratutto è diventata il nuovo polo direzionale e universitario a Milano e anche la trattoria continua a cambiare: ai suoi tavoli manager e professori siedono al fianco di artisti, attori e cantanti.

Nella gestione a Mario è succeduto il figlio Leopoldo che continua il lavoro del padre con freschezza ed entusiasmo. Lo studio e la ricerca nella cucina milanese e lombarda che in Mario poteva essere dettata dalla gola e dall’attaccamento alle tradizioni, in Leopoldo sono diventati premessa indispensabile per poter fornire un servizio adeguato ai giorni nostri, conservando però il calore della tradizione e il sapore dell’ingrediente genuino.
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Zuppa al Vino con Crostini alla Cannella dal libro La Cucina nelle Dolomiti di Anneliese Kompatscher

pubblicato il 28/10/2012 18:43:04 nella sezione "Il ricettario"
Zuppa al Vino con Crostini alla Cannella dal libro La Cucina nelle Dolomiti di Anneliese Kompatscher
di Laura De Vincentis

La ricetta di questa splendida zuppa è tratta dal libro La Cucina nelle Dolomiti di Anneliese Kompatscher. In questa ricetta protagonista indiscusso è proprio il vino. E per la buona riuscita di questo piatto più il vitigno è aromatico migliore sarà la zuppa. L'Alto Adige ci regala favolosi vini bianchi eleganti, intensi, profumati, ricchi di sentori aromatici. I vini consigliati per questa zuppa sono appunto quelli altoatesini dai sentori aromatici più fruttati e di buona morbidezza : il Sauvignon, lo Chardonnay, il Muller-Thurgau, il Kerner della Valle Isarco per poi arrivare al Gewurtztraminer o al Moscato Altoatesino. E' comunque una questione di gusto personale. Io ritengo che più il vitigno d'origine sia aromatico, più caratteristico sarà il sapore della zuppa e migliore sarà il connubio con la cannella e la loro reciproca espressione in un tutto tondo di grande e avvolgente armonia.

Ingredienti per 4 persone
Mezzo litro di buon brodo
4 rossi d'uovo
2 bicchieri di panna liquida
Un panino raffermo (tipo Semmel) tagliato a dadini
Una noce di burro
Polvere di Cannella
2 bicchieri di vino bianco (semiaromatico o aromatico) altoatesino

Preparazione
Far soffriggere i dadini di pane nel burro e cospargerli di cannella. A fuoco lento (o a bagnomaria), versare nel brodo caldo i rossi d'uovo, la panna, il vino bianco e sbattere con un frustino finché la massa risulterà ben cremosa. Riempire le tazze di brodo, previamente riscaldate e cospargere ogni porzione di dadini di pane ed una presa di polvere di cannella.
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Bibenda 2013: presentazione e premiazione Roma 24 Novembre 2012

pubblicato il 28/10/2012 17:35:24 nella sezione "Fiere & eventi"
Bibenda 2013: presentazione e premiazione Roma 24 Novembre 2012
Bibenda è il Libro Guida ai Migliori Vini e Ristoranti d’Italia dell'Associazione Italiana Sommelier di Roma e che si basa sulla presentazione delle Aziende e dei loro Vini. Oltre alle schede tecniche dei vini si possono trovare le recensioni dei migliori ristoranti italiani così da far diventare Bibenda uno strumento importantissimo per il turismo di settore.

Sabato 24 Novembre presso il Salone dei Cavalieri dell’Hotel Rome Cavalieri avrà luogo una presentazione, cena e degustazione di tutti i 480 vini premiati con i 5 grappoli 2013.

Programma dell’Evento:
ore 19,00 Ingresso in Sala e visita alla Cantina dei Vini 5 Grappoli 2013 fino alle ore 20,00
ore 20,15 Presentazione della nuova BIBENDA 2013 e consegna dei Premi BIBENDA 2013

A seguire Cena di Gala - unica Degustazione Nazionale di tutte le etichette premiate con i 5 Grappoli 2013 in abbinamento al menu preparato da 5 Grandi Chef tra quelli premiati con i 5 Baci 2013.

Durante la serata saranno consegnati gli eleganti attestati ai Produttori premiati con i 5 Grappoli e agli Chef che hanno ottenuto i 5 Baci e i Premi ai Ristoranti dell’Anno.

Per maggiori informazioni e prenotazioni si prega di visitare il sito
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