The wine italia, il nuovo modo di conoscere il vino. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti. TheWineItalia è un prodotto "Web Mouse Consulting Srl" Strada di Rovereta 42, 47891 Falciano (RSM), e-mail info@thewineitalia.com
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NOCCHINO E FOGLIA TONDA DI PODERE EMA
Un viaggio fra i sapori della Toscana
toscana (firenze) bagno a ripoli

pubblicato il 23/04/2016 17:38:56 nella sezione "Vini Italiani"
NOCCHINO E FOGLIA TONDA DI PODERE EMAUn viaggio fra i sapori della Toscana
Abbiamo avuto recentemente l’occasione di conoscere “Podere Ema” un’azienda a pochi chilometri da Firenze, che si pone l’obiettivo di valorizzare la Toscana e la sua terra con vini di alta qualità. Con Nocchino, Podere Ema raggiunge sicuramente il suo scopo perché questo è proprio il tipo di vino che vorreste avere a tavola per una serata importante o per festeggiare un evento da ricordare.

Si tratta di un blend di Foglia Tonda, Colorino e Sangiovese dove ogni vitigno viene ben rappresentato e si armonizza con gli altri a formare un vino ben strutturato e armonico con tannini presenti (ma non troppo) dove si ritrovano note di prugna, frutti rossi e spezie.

Nocchino è un vino ricco di sapori e profumi che si presta a grandi abbinamenti, in particolare, proprio per esaltare il carattere regionale, in redazione lo abbiamo abbinato a un bel piatto di formaggi e salumi rigorosamente toscani ma sicuramente non ha niente da perdere con un buon primo piatto, anche saporito, o con un secondo a base di carne.

Della cantina abbiamo potuto gustare anche il Foglia Tonda prodotto, come ci dice il suo nome, con uve 100% foglia tonda. Si tratta di un vitigno originario della Toscana la cui coltivazione era stata abbandonata e oggi ripresa da alcune aziende che cercano di rivalutare questi antichi vitigni. Podere Ema lo fa in modo impeccabile, con un vino che sa farsi apprezzare al naso e al palato, forse un po’ aggressivo e da abbinare al giusto piatto per esaltarne gli aromi e il gusto ma, senza nessuna esitazione un ottimo vino. Una particolarità da notare la vinificazione e l’affinamento di parte delle uve in giare di terracotta.

Completano la linea un rosato e una grappa di Foglia Tonda di cui vi faremo avere presto notizie!

The Wine Italia vi consiglia vivamente i vini di Podere Ema, per un viaggio fra i profumi e i sapori della Toscana più vera.

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EN PRIMEUR A BORDEAUX
Indicazioni e suggerimenti per appassionati di vino

pubblicato il 19/04/2016 16:17:31 nella sezione "News Wine"
EN PRIMEUR A BORDEAUXIndicazioni e suggerimenti per appassionati di vino
Diana Isac, CEO di Winerist, per Vivino
"Aprile è uno dei momenti più emozionanti a Bordeaux. La Regione è piena di appassionati di vino, di gente che scrive di vino, di sommelier e di viaggiatori curiosi che desiderano avere un primo assaggio dell’ultima annata!


Cosa significa En Primeur?

L’espressione En Primeur si riferisce all´acquisto del vino dopo la produzione ma prima che venga imbottigliato. In questa fase è possibile decidere quali vini di questa annata aggiungere alla propria lista. Master of Wine, consulenti, broker e critici partecipano a queste vendite per essere tra i primi ad assaggiare e recensire i vini. I punteggi dei critici hanno una grande influenza e spesso condizionano la vendita e il successo dei vini.

Comprare durante la settimana En Primeur?

Se si tratta di una buona annata, allora la risposta è sicuramente sì. Si può approfittare di prezzi 'pre-release'. Occorre sapere che le migliori cantine metteranno in vendita una minima quantità di vino e non tutti riusciranno a comprare e dovranno aspettare e acquistare i vini più tardi, a prezzi più elevati.

Perché visitare Bordeaux durante En Primeur?

A parte il fatto che potreste trovarvi a fare una degustazione alla presenza di personalità del mondo del vino come Jancis Robinson o anche trovarvi a cena a La Tupina accanto a Tim Atkin o Oz Clarke, questo è un momento davvero magico per visitare Bordeaux. Nei mesi di marzo e aprile le vigne prendono vita, le cantine sono aperte e professionisti del vino e visitatori arriveranno da tutta Europa, dagli Stati Uniti, dal Sud Africa e dall’Asia. A pranzo si può gustare un delizioso pasto a St Emilion a Le Tertre dopo la degustazione di oltre 100 vini presso l'Union des Grands Crus de Bordeaux. È la pausa perfetta prima di mettere a dura prova le vostre papille gustative con tutti questi Bordeaux tannici, affascinanti e incisivi. La sera si può passeggiare per le strade vivaci di Bordeaux, fermarsi per la cena presso La Brasserie Bordelaise e poi lanciarsi in qualche altra degustazione nelle
migliori enoteche di Bordeaux.

Visitare Bordeaux come un professionista

Indipendentemente dal fatto che si stia visitando durante l’En Primeur o no, Bordeaux deve essere inserita tra le mete di viaggio di qualsiasi amante del vino. Non c'è luogo al mondo in cui si vedrà una tale ricchezza di maestosi castelli, di tradizioni enologiche e di vino veramente fantastico. Bordeaux è speciale e ha un vigneto anche sui terreni dell’aeroporto. Quindi saprete di essere nel posto giusto dal momento in cui scenderete dall'aereo!

Ecco la nostra lista delle 5 cose da fare:

1. Prenotate la visita in anticipo

Con così tante cantine tra cui scegliere, dovrete essere diligenti nella vostra pianificazione e visitare solo le migliori cantine della zona. A Bordeaux, le aziende vinicole non sono aperte tutto il giorno, tutti i giorni, quindi una pianificazione anticipata è sicuramente fondamentale. Una visita a Pontet Canet è altamente raccomandata, in quanto questa è una delle cantine di vini biodinamici più amati di Bordeaux. La vista dalla sala di degustazione è un sogno. Durante En Primeurs, il pranzo qui è molto ricercato, e il formaggio da tavola a fine è una pratica famosa nel mondo.

2. Organizzate il tour enogastronomico

Potrete guidare per le strade della Regione e visitare i castelli e le cantine che incontrate o organizzare un tour in anticipo. Uno dei nostri preferiti è St Emilion. St Emilion è in pianura e un giro in bicicletta attraverso i vigneti qui è memorabile. Potrete pranzare sulla terrazza al Chateau Dominic, dove si può ammirare le vigne, sorseggiare vino e rilassarvi.

3. Bordeaux è per i buongustai

Il cibo a Bordeaux è ricco e offre gli autentici sapori locali francesi come il foie gras, i tartufi e la selvaggina. Immaginate un piatto di foie gras fritto con prugne succose innaffiato da un bicchiere di Lynch Bages. Celestiale. Provate alcuni dei migliori ristoranti di Bordeaux per alcune di queste specialità.

4. Lo sapevate Bordeaux ospita la duna più alta del mondo? Immaginate di mangiare ostriche e degustare vini nella splendida Dune du Pyla: l’acqua di fronte a voi, una bella oasi verde dietro di voi. Il top!

5. Soggiornate nel cuore dei vigneti

Quando si tratta di scegliere dove stare, la cosa migliore da fare sarebbe quella di trascorrere un paio di giorni a Bordeaux in uno dei suoi più amati Boutique Hotel. Da Bordeaux è possibile visitare facilmente la Regione in auto e arrivare a St Emilion o la Medoc in giornata. Per il resto del soggiorno, scegliete di dormire nel cuore dei vigneti prenotando un paio di giorni nella Medoc o a Pauillac. Da non perdere Chateau du Tertre nella Medoc Haut. Se si desidera combinare il vino e la spa, Les Sources Caudalie è l'hotel perfetto per voi. Affacciato sui vigneti e sulle colline e vicino ai castelli più belli, è in una posizione perfetta.

Che scegliate di andare in primavera o in estate, un viaggio a Bordeaux è sicuramente una delle esperienze più memorabili. Dallo Chateau Margaux dall'architettura unica a Cos d'Estournel, ogni castello qui ha qualcosa di diverso da offrire. L’'esperienza gastronomica sarà senza paragoni, dandovi la possibilità di assaggiare alcuni dei migliori vini del mondo. Un vero paradiso per gli amanti del vino.
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È DI KANDINSKY LA LIMITED EDITION DE LA GROLA 2013 DI ALLEGRINI
Il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo al Vinitaly per la presentazione ufficiale

pubblicato il 19/04/2016 16:10:32 nella sezione "Le cantine"
 DI KANDINSKY LA LIMITED EDITION DE LA GROLA 2013 DI ALLEGRINIIl Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo al Vinitaly per la presentazione ufficiale
L’apertura di Marilisa Allegrini, Presidente dell’Azienda leader della Valpolicella, ha ribadito il perché della scelta di un progetto così prestigioso rivolto al vino La Grola, veronese IGT.

Si tratta di un terreno acquistato dal padre Giovanni Allegrini nel 1979 e rivelatosi poi un vero patrimonio per la Famiglia. E’ stata vincente la scommessa di investire in vigneti di collina ed il contributo dato dal capostipite proprio in quella che si può definire la rivoluzione culturale della Valpolicella, introducendo il concetto di cru con La Grola.

Per Maurizio Cecconi, Villaggio Globale International, si tratta di un’opportunità unica proprio perché non si sostanzia in un accordo commerciale e monetario, ma un’attestazione di fiducia, testimone del consolidato rapporto fra il Museo e la storica cantina.

Per l’occasione è giunto a Vinitaly Dimitri Ozerkov, Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, che ha rappresentato la soddisfazione del Museo per la fortunata collaborazione.



L’ETICHETTA E GLI ARTISTI

Il fortunato progetto della Limited Edition di Allegrini nasce per omaggiare le caratteristiche de La Grola, prestigioso cru della produzione Allegrini e magica collina dalla quale, si narra, abbia avuto origine il vitigno autoctono della Valpolicella: la corvina.

Una galleria di etichette d’artista di assoluto prestigio che si è aperta con il millesimo 2010 dall’opera di Milo Manara, continuata nel 2011 con la creazione dell’originale opera del californiano Arthur Duff, fino all’interpretazione del 2012 con un dipinto di Athos Faccincani.

Per consolidare il rapporto che lega Allegrini al mondo dell’arte e, dopo le esperienze compiute con la Fondazione Solomon R. Guggenheim e con il Museo Statale Ermitage, il volo della Grola continua il suo percorso alla ricerca di un artista con cui dialogare in una dimensione libera che prescinde dal tempo. La Grola, alla scoperta dell’arte astratta, incontra quindi Kandinsky, in occasione del 150esimo anniversario dalla nascita dell’artista, con l’opera Composition VI.





“Quando l’Ermitage mi propose Composition VI di Kandinsky, l’emozione fu davvero grandissima. Mi si consentiva di associare il dipinto di uno dei più grandi artisti russi del novecento a La Grola, vino simbolo della Valpolicella, ma soprattutto testamento spirituale dell’attività di mio padre. Ciò mi rendeva felice, ma mi caricava anche di un’importante responsabilità. A differenza delle opere degli anni scorsi, create appositamente per La Grola e frutto di un continuo scambio di idee tra la mia famiglia e gli artisti scelti, qui sono emerse come illuminanti le parole di Kandinsky ed il parallelismo con il lavoro di mio padre. In entrambi i casi regna un groviglio di emozioni: la visione del futuro che si realizzerà, il timore di non finire l’impresa, la scossa interiore capace di trasformare in un solo attimo il disordine in bellezza. Composition VI e La Grola si nutrono della stessa luce.”

Marilisa Allegrini


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9 MAGGIO: 5 SFUMATURE DI VINO BIANCHI
Massucco Wine

pubblicato il 19/04/2016 15:50:07 nella sezione "Fiere & eventi"
9 MAGGIO: 5 SFUMATURE DI VINO BIANCHIMassucco Wine
Dopo il grande successo di "5 Sfumature di Vino" dello scorso Marzo l'Azienda Agr. Massucco ,sempre in collaborazione con EG News, Giovedì 19 Maggio presso il Ristorante di famiglia "Le Vigne e i Falò" in Via Serra, 21 a Castagnito (CN) ripropone questa volta una sfida con 5 vini bianchi Italiani.
Un format di grande successo che Massucco ripropone con una degustazione alla cieca dove il pubblico esperto e appassionato di vino diventa il protagonista, nel bene e male delle sorti di un etichetta.
Una cena con cinque vini bianchi nei bicchieri, rigorosamente anonimi per i partecipanti, ma le 5 etichette saranno in bella mostra in bacheca, dove tutti sapranno quali sono i vini, ma nessuno conoscerà la sequenza. Il tutto accompagnato da un menù prelibato studiato ad hoc, proposto dallo Chef Gabriella Massucco del Ristorante Le Vigne e i Falò, che sposerà questi vini per risaltarne i gusti, i sapori e che hanno come caratteristica comune l’unicità dei vitigni autoctoni. Il gioco sta nel scoprire la piacevolezza e la bevibilità dei vini serviti, ovviamente il vincitore è solo simbolico.
Questa sfida oltre ad un giudizio da parte degli appassionati di vino sarà confrontato con un giudizio di una giuria tecnica di giornalisti ed esperti del settore vitivinicolo.
Tra i personaggi della giuria tecnica ci saranno nomi illustri come Gianni Fabrizio del Gambero Rosso, Antonio Paolini della Guida Vini dell'Espresso, Mario Busso di Vinibuoni d'Italia, Fabio Gallo Presidente AIS Piemonte , Francesco d’Agostino direttore Cucina e Vini e Giancarlo Montaldo Direttore Barolo&Co.,
I quattro produttori presenti alla serata che sfideranno Massucco saranno:
- Muller Thurgau DOC 2014 az. Zanotelli Marco (Trentino Alto Adige) rappresentata da Zanotelli Marco
- Fiano di Avellino DOCG 2015 della cantina Terredora di Paolo Mastroberardino (Campania) rappresentata da Paolo Mastroberardino
- Vermentino di Gallura DOCG 2014 Superiore della Tenute AiniVini (Sardegna) rappresentata da Aldo Aini
- Grillo DOC Etna 2014 di Cantine Patria (Sicilia) rappresentata dal Dott. Giuseppe di Marco
I quattro produttori sfideranno il Roero Arneis DOCG 2015 di Massucco.
Alla serata parteciperanno oltre al pubblico, giornalisti rappresentanti di quotidiani locali e nazionali, radio e TV e non mancherà l'intervento del Presidente del Consorzio di Tutela del Roero Francesco Monchiero e del Direttore dell'Enoteca Regionale di Canale Luciano Bertello.


Per informazioni e prenotazioni:+39 0173 21 26 97 mobile +39 331 35 65 807 oppure info@levigneeifalo.com e www.massuccovini.com
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BAROLO 2012 E BARBARESCO 2013
All'Anteprima Torinese BAeBA
piemonte (torino) torino

pubblicato il 05/04/2016 15:55:05 nella sezione "Fiere & eventi"
BAROLO 2012 E BARBARESCO 2013AllAnteprima Torinese BAeBA
di Chiara Caprettini

Che cosa ci regaleranno queste due annate? Proviamo a rispondere insieme a BAeBA. È ritornata infatti a Torino, nella splendida cornice di Palazzo Carignano, l’appuntamento annuale che presenta in anteprima assoluta le nuove annate di Barolo e Barbaresco, organizzata dall’Associazione Italiana Sommeliers AIS del Piemonte. 118 produttori che nel pomeriggio di lunedì 4 aprile hanno presentato i loro Barolo 2012 e il Barbaresco 2013.

Cornice regale per vini regali, e prima ancora per un vitigno regale, il nebbiolo: dagli acini di piccole dimensioni e molto fitti, è estremamente sensibile a minime variazioni di terreno e di clima. Ecco perché possiamo assaggiare due vini prodotti nella stessa zona, della stessa annata, ma con caratteristiche estremamente differenti, in virtù magari dell’esposizione differente dei vitigni. Vitigno esigente, dal germogliamento e fioritura precoci, e dalla maturazione invece piuttosto tardiva: questo gli fa preferire l’esposizione al sole e lo rende sensibile alle discontinuità climatiche, dalle eccessive piogge fino alle gelate primaverili. Un equilibrio perfetto, che peraltro è l’equilibrio che sta alla base di tutti i grandi vini, ma il nebbiolo è così: nasce sensibile, affezionato e del tutto legato alla proprio terra, ma poi prende coraggio, diventa un grande vino, sconfina da quel territorio e fa il giro del mondo. Da timido a intraprendente a sfrontato, aggettivo questo piuttosto ricorrente quando ci si scontra – in positivo o negativo – con il tannino o il bouquet di queste due grandi DOCG.

Dai comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e parte del comune d’Alba (per la precisione la sola frazione di San Rocco Seno d’Elvio), e con un periodo di affinamento di almeno due anni, di cui uno in botte, si ottiene il Barbaresco DOCG, Riserva se l’affinamento è di quattro anni. Un rosso granato dalle sfumature aranciate, dai profumi di frutti rossi e viola, e poi, derivati dall’affinamento, vaniglia, cannella, legno, tabacco, cacao. Un vino elegante e di grande carattere che riflette il terroir, così come il Barolo (che comprende i comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e parte di Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Roddi, Verduno), DOCG con un periodo di invecchiamento minimo di 38 mesi, 62 per la versione Riserva. Presenta un rosso granato intenso con riflessi aranciati che lo avvolgono, rosa e viole secche, lamponi, noce moscata e poi col tempo, liquirizia, tabacco, fino alle più “moderne” note balsamiche.

Vini entrambi da invecchiamento, pronti solamente dopo anni, ecco perché il fascino di un evento come BAeBA ci mette di fronte all’inizio di un percorso gustativo, e non al risultato finale. Perché quei vini assaggiati stanno crescendo, stanno sviluppando le migliori potenzialità, e per farlo hanno bisogno di tempo. Sono vini esigenti i vini da invecchiamento, e richiedono da noi fruitori un grande sforzo di pazienza: dobbiamo aspettare insieme a quei vini il meglio che essi avranno da far emergere.

Ma BAeBA, che è un vero e proprio viaggio nelle potenzialità espressive di due mostri sacri, ci ha messo di fronte piacevoli sorprese e qualche spiacevole conferma. Cerchiamo vini espressivi, in grado di anticiparci, pur se giovani, ciò che saranno anche solo tra qualche anno; dobbiamo fare lo sforzo di proiettarci nel futuro anche solo con un piccolo assaggio, leggere dietro quel tannino troppo violento una violenza data dalla mancanza di tempo, perché quel tannino sarà destinato ad evolvere ed ammorbidirsi. Dobbiamo prepararci a grandi vini, al naso ampi ed estremamente caratteristici, tipici di quel terroir. Tipicità ed espressività: vini dall’ottimo potenziale, molti di quelli presentati al Carignano, dove ci siamo slegati per un attimo dai concetti di innovazione e tradizione, per andare ancora oltre, a quanto quel vino sia manifestazione il più completa possibile del nome che porta. Non c’è bisogno di vini depersonalizzati, che piacciano per forza perché ci ammaliano con la loro perfezione e definizione. Abbiamo bisogno di produttori capaci di far

esprimere quel vino, dargli la parola, far sì che alla vista rifletta il sole e il clima, e all’assaggio il suolo, il vitigno, la storia di quella vite. BAeBA ci ha presentato alcuni ottimi potenziali, ancora troppo timidi o ancora troppo sfrontati. Ma ammirevoli, laddove in grado di farci percepire il tentativo di offrire vini trasparenti e soprattutto sinceri: non vini “creati” per piacere, ma vini “fatti crescere” per esprimersi al meglio, offrendo quel viaggio nei sensi e nel territorio in cui questi due grandi vini sanno, volendo, magistralmente condurci. Infine, dunque, se al ristorante ci servono un Barolo 1972, sappiamo di non doverci far ingannare dalla data. Vecchio non è sempre sinonimo di qualità: quella, per esempio, è stata una pessima annata. Chissà che cosa diremo invece di un Barbaresco 2013 Riserva: speriamo, con fiducia, orgoglio e piacere, di avere tra le mani quella che potrà essere definita una buona o, perché no, un’ottima annata!
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ANFORE DA VINIFICAZIONE
Ecco perché vinificare in anfora
umbria (perugia) città della pieve

pubblicato il 04/04/2016 18:42:54 nella sezione "Non solo vino"
ANFORE DA VINIFICAZIONEEcco perch vinificare in anfora
Abbiamo selezionato per voi
Sirio Anfore un'azienda umbra nata dall'unione fra un grande esperto del settore vinicolo e un bravissimo artigiano che lavora la terracotta da una vita.

Se vi state chiedendo perché scegliere di produrre vino in anfore di terracotta...ecco la risposta!

1.Per prima cosa la terracotta è il primo materiale mai utilizzato dall’uomo per mantenere il vino e gli alimenti quindi, se vogliamo, scegliere questo materiale significa riscoprire una tradizione vecchia di secoli, ma aggiornata da tecnologie e knowhow nuovi.

2.In secondo luogo la terracotta non usa a piena superficie resine epossidiche come il cemento e non è asfittica come l’acciaio, facilmente sanitizzabile con vari metodi : soda caustica, acidi organici, luce ultravioletta e pure il fuoco ( con una torcia a metano)

3.La terracotta è un materiale naturale come il legno ma, al contrario del legno, non cede sapori terziari al vino.

4.La massa ridotta della terracotta riduce la possibilità che si formino alte temperature per la fermentazione dei vini rossi.

5.Se ben ideate e usate, le anfore in terracotta sono in pratica eterne.
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VINO E CAFFE' CHE PASSIONE
Ravazzi e Caffè Europa insieme per un grande evento
umbria (terni) fabro

pubblicato il 04/04/2016 18:17:16 nella sezione "News Wine"
VINO E CAFFE CHE PASSIONERavazzi e Caffè Europa insieme per un grande evento
di Alessandra Conforti

Chi mi conosce sa bene quanto la mia passione per il vino possa essere raggiunta solo da quella per il buon caffè. Ebbene lo scorso 30 Marzo ho avuto l'occasione di essere invitata ad un evento che accomunava proprio vino e caffè. Dove mi trovavo? Nella sede di Caffè Europa in occasione di un corso di caffetteria e latte art tenuto dal campione mondiale Emilio Sabbatini. Aperitivo, pranzo e brindisi di arrivederci offerto dalle
Cantine Ravazzi!

Una giornata di grande formazione professionale per tutti i partecipanti ospitato nella sede dello storico Caffè Europa, importante marchio nato in Umbria nel 1976, che da quarant’anni produce pregiate miscele di caffè apprezzate in tutta Italia.

Sponsor dell’evento l’Associazione Italiana Barmen e Sostenitori, fondata nel 1949 e oggi l’unica associazione di barman legalmente riconosciuta che annovera più di 3000 soci e ogni giorno opera per elevare il livello professionale dei barmen con corsi di formazione ed eventi vari.

Le Cantine Ravazzi erano presenti con i propri vini sia durante il pranzo offerto ai partecipanti del corso, sia per un brindisi di arrivederci. Visto il particolare contesto Alberto Ravazzi ha voluto presentare due vini particolarmente indicati per l’aperitivo, Brut e Rosé e due vini da pasto Vermentino Il Nocio un vino bianco, 100% Vermentino che ben si sposa con antipasti e primi piatti freschi, e il Furioso, uno dei rossi della Collezione Privata Alberto Ravazzi da abbinare con vari piatti e perfetto con salumi e formaggi tipici di questa zona a cavallo fra Toscana e Umbria.

Insomma un evento unico che speriamo sarà ripetuto quanto prima!
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LE BUCHE WINE RESORT & SPA
La vacanza perfetta per gli amanti del buon vino
toscana (siena) sarteano

pubblicato il 04/04/2016 18:06:20 nella sezione "News Wine"
LE BUCHE WINE RESORT & SPALa vacanza perfetta per gli amanti del buon vino
"Se come noi amate il vino la vacanza ideale è quella fra vigneti e cantine, degustazioni e relax. Ecco per voi un nuovo luogo perfetto per le vostre vacanze!

Il
Wine Resort Le Buche nasce dalla nostra passione per il mondo vitivinicolo unita alla grande esperienza della famiglia Olivi nel settore dell’ospitalità. Abbiamo voluto creare un luogo unico, elegante e tranquillo per offrire ai nostri clienti la possibilità di vivere la vera atmosfera toscana: i romantici paesaggi, la tranquillità di una natura incontaminata, la bontà dei nostri piatti e dei nostri vini.

Il Wine Resort sorge infatti poco distante dalla Cantina Le Buche che produce vini di alta qualità con grande attenzione ai metodi di produzione e al rispetto dei cicli della natura. Da noi nulla viene lasciato al caso e potrete vivere un’esperienza unica a contatto con la produzione vitivinicola. Una vacanza perfetta per tutti i wine lovers ma anche per chi ricerca un luogo di pace e relax, lontano dalla confusione o dal traffico cittadino, per dimenticare i piccoli fastidi quotidiani.

Venite a trovarci per scoprire le nostre cene degustazione, visitate i luoghi incantati della Toscana più pura e rilassatevi all’interno della nostra spa. Ad accogliervi Daniela e Riccardo Olivi che in questo territorio si sono conosciuti e innamorati e che ai loro clienti vogliono trasmettere tutta la magia di questi luoghi.

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