The wine italia, il nuovo modo di conoscere il vino. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti. TheWineItalia è un prodotto "Web Mouse Consulting Srl" Strada di Rovereta 42, 47891 Falciano (RSM), e-mail info@thewineitalia.com
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pubblicato il 17/03/2014 20:31:23 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 03/03/2014 19:08:01 nella sezione "Aziende vinicole"
In uno scenario unico per bellezza e profumi mediterranei, ad un passo dal mare vivo e meravigliosamente blu di Palinuro, sorge a Centola la Fattoria Albamarina gestita dalla famiglia Notaroberto, proprietaria di 15 ettari tra vigneti e oliveti in altitudine tra 180 e 250 mt s.l.m.

L’azienda è gestita da Mario Notaroberto coadiuvato dai figli Livio e Dario e con la collaborazione di Alfredo Galietti. Grande passione e un forte legame col territorio di origine, ha portato Mario, che vive da oltre venti anni tra Italia e Lussemburgo dove ha un’avviatissima attività di ristorazione, a realizzare in pochi anni una realtà all’avanguardia nell’area cilentana per metodologia e qualità, tanto da supportare in un’analitica ricerca sui vitigni, attraverso la sperimentazione su un centinaio di viti, l’Università Statale di Milano, facoltà di Agraria.

Cuore della produzione Albamarina attualmente è il bianco Valmezzana Fiano IGP Campania, dal profumo intenso e aromatico e dal colore limpido giallo paglierino; si presenta fruttato con note di mela limoncella e albicocca. Sono in uscita, entro il 2014, altri due vini di qualità: il bianco dop fiano Cilento e il rosso igp aglianico Campania. In primavera saranno, altresì, impiantati 5 ettari e mezzo di uve bianche e rosse nel territorio di Foria di Centola.

Albamarina produce anche un olio extravergine di oliva di grande qualità negli oliveti di proprietà. Imbottigliamento e spremitura sono eseguiti presso il frantoio di Aniello Notaroberto, fratello di Mario. Adiacente la fattoria, sorge il caratteristico residence Malida House, con otto appartamenti, voluto dai Notaroberto per ospitare turisti e clienti della cantina in un’oasi incantevole per relax e natura quale appunto la baia di Palinuro.

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pubblicato il 18/02/2014 22:22:06 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 17/02/2014 10:08:30 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 14/02/2014 12:43:28 nella sezione "Aziende vinicole"
Adagiata sulle lievi e assolate colline cilentane che guardano il mare caldo e luccicante dI Agropoli, e a pochi minuti dai millenari templi di Paestum, testimonianza intatta e ineguagliabile dell’Antica Grecia nel Sud Italia, sorge l’Azienda Agricola Marino, da decenni sinonimo dei buoni e pregiati vini doc del Cilento. Tenacia, passione e competenza profuse da anni dai coniugi Raffaele e Assunta Marino, coadiuvati da qualificate maestranze, hanno sempre tratto il meglio dai vigneti di proprietà esposti in un contesto climatico e naturale davvero ideale.

L’azienda esporta all’estero gran parte della produzione. Vanta tra i suoi vini le due serie di pregiate doc Proclamo e Cellaia: Cilento Fiano, Cilento Aglianico, Cilento Bianco, Cilento Rosso e Cilento Rosato. Fin dai nomi, i vini Marino evocano la storia del Cilento e di un popolo; in particolare Proclamo richiama appunto la proclamazione di indipendenza sociale e culturale del territorio legata ai moti rivoluzionari del 1828. Eccellente per caratteristiche e qualità, esso identifica i due vini doc di monovitigno dell’azienda, cioè il Proclamo Cilento Fiano e il Proclamo Cilento Aglianico-Riserva. Altra perla della produzione è Rossitum, passito dolce e aromatico dal profumo delicato. Inoltre, l’azienda è produttrice di un ottimo olio extra vergine di oliva del salernitano.

L’Azienda Marino, soprattutto d’estate, è continua mèta turistica per piacevoli degustazioni con prodotti tipici del territorio ed offre raffinati soggiorni nelle camere del B&B, con terrazza che affaccia sull’incantevole baia di Trentova e sul Golfo di Salerno.

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pubblicato il 12/02/2014 10:14:38 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 10/02/2014 11:39:03 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 29/01/2014 17:03:05 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 24/01/2014 23:23:54 nella sezione "Aziende vinicole"
Press r.ferraro@vinotype.it

La Tenuta di Fiorano con i suoi vini, il Fiorano Rosso e il Fiorano Bianco, e la sua storia così ricca di idee innovative e di qualche mistero situata in via di Fioranello n. 19-31 a ridosso dell’Appia Antica, nelle vicinanze anche dell'aereoporto di Ciampino, è di proprietà del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi.

La fama della Tenuta di Fiorano è anche legata alla figura del Principe Alberico Boncompagni Ludovisi, personaggio che il tempo ha avvolto da meritata leggenda. Alberico si appassionò alla produzione del vino e scelse, da pioniere, di impiantare cabernet sauvignon e merlot, malvasia di Candia e uno sconosciuto, per l’epoca, sémillon. Tra l’amicizia con Tancredi Biondi Santi e Veronelli, aneddoti e misteri come l’inviolabile cantina, e il suo carattere riservato, Alberico continuò a produrre vini fino al 1998 quando espiantò quasi tutto il vigneto senza dare spiegazioni, con un’uscita di scena degna della fama che si era costruito negli anni.

Ma la storia non finisce qui.
Non molti sanno che tra le pochissime persone che amava frequentare Alberico c'erano il cugino Paolo Boncompagni Ludovisi e suo figlio Alessandrojacopo già proprietari di una parte della Tenuta nella zona che comprende la chiesetta di Santa Fresca e la Villa vicina. Paolo e Alessandro iniziarono ad occuparsi della Tenuta sempre guidati da Alberico che, nel frattempo, a causa di problemi di salute si era ritirato a Roma e ne seguiva da lì la conduzione.
Tra il 2000 e il 2004 Alessandro acquistò altri 13 ettari di terreni vicino al nucleo iniziale. Impiantò insieme al padre un vigneto sperimentale davanti la Villa di Santa Fresca e poi, sempre con la supervisione di Alberico che gliene vendette i diritti di reimpianto, impostò un nuovo vigneto che doveva ricalcare quello in precedenza espiantato. Alessandro, allora poco più che ventenne e poco esperto, ma con grande passione, fu guidato da Alberico per la scelta dei terreni, dei cloni e dell’impianto del vigneto, tutto sempre a conduzione biologica, fino alle operazioni di vinificazione, le stesse che continuano oggi sia nel metodo di lavorazione che nell’impiego delle maestranze tra cui Gianni Valenti, la memoria storica. Tuttora, dopo la raccolta manuale, le uve vengono pressate a mano, la vinificazione avviene nella Vecchia cantina, e poi il vino, per caduta, arriva alla Cantina Storica dove prosegue con l’affinamento nelle vecchie botti e il lungo riposo in bottiglia. Alberico fece applicare in tutto la sua esperienza passata ma quando si trattò di scegliere i vitigni per i vini bianchi l’anziano cugino, senza dare spiegazioni, impose l’utilizzo di altri cloni, il grechetto e il viognier, e non volle più sentir parlare del sémillon.

Ad Alberico gli successe Alessandrojacopo che oggi con la sua Tenuta di circa 200 ettari di terreni comprende vigneti, uliveti, terreni seminativi e pascoli. E soprattutto quella Cantina Storica con i vini che gelosamente conserva al suo interno che Alberico fece visitare a pochissimi fortunati, tra i quali Veronelli, e che Alessandrojacopo, per rispetto, continua ancora oggi a tenere protetta.
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pubblicato il 24/01/2014 10:06:06 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 22/01/2014 17:00:14 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 21/01/2014 17:19:56 nella sezione "Aziende vinicole"
pubblicato il 21/01/2014 16:18:00 nella sezione "Aziende vinicole"
L’azienda vitivinicola Vignenote è parte di un antico borgo risalente al 1870 in località Timoline di Corte Franca, nella cui cantina storica venne compiuta la prima vendemmia. Un piccolo gioiello nel cuore della Franciacorta, terra di colline dal fiorente passato, dove la coltivazione della vite ha origini remote, come raccontato negli scritti di autori classici quali Plinio e Virgilio. Una regione storicamente votata al culto di Bacco per le sue particolari caratteristiche fisiche e climatiche, insieme a fortunati avvenimenti storici che hanno favorito un fiorente passato.
Il nome “Franzacurta” appare per la prima volta negli Statuti del Comune di Brescia del 1277. Un termine dall’etimologia poco chiara, ma probabilmente derivante dalle “corti franche” (“francae curtes”), i borghi medievali posti sotto la protezione dei monaci benedettini, che beneficiavano di particolari esenzioni fiscali.
La storia della Franciacorta è infatti particolarmente legata alla presenza di grandi enti monastici, che diedero vita a chiese, tenute e abbazie e i quali promossero una grande opera di bonificazione e coltivazione del territorio, promuovendo in tal modo la proliferazione della vite.

Tra questi borghi si segnala la presenza di Timoline, tra i possedimenti del monastero femminile di Santa Giulia, fondato dal re longobardo Desidero, come attestato dal Polittico di Santa Giulia, un antico codice risalente alla seconda metà del IX secolo.

Forte del glorioso passato di questi territori, la nascita di Vignenote coincide con lo sviluppo di numerose realtà dedite alla coltivazione e produzione di vini Franciacorta. Un percorso che la porta a diventare tra le aziende di riferimento presenti nella regione, i cui confini sono stati attestati nel 1967 nel Disciplinare di produzione approvato dal Consorzio per la Tutela del Franciacorta.
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pubblicato il 20/01/2014 11:28:48 nella sezione "Aziende vinicole"

I nostri vini, espressione autentica di un territorio dal carattere unico, nascono dalle uve coltivate dai nostri 290 produttori, con l’orgoglio di chi sa che ciascuna bottiglia racchiude compendio di una filosofia di vita e di lavoro: rigore, dedizione, fiducia e creatività. Anche la nuova sede di Cantina Tramin, inaugurata all’avvio del 2010, esprime con coerenza questi valori, grazie a una sintesi architettonica in cui convivono passato e futuro, legno e ferro, vetro e cemento, trasparenza e oscurità. Il progetto pluripremiato è firmato da Werner Tscholl, che ha saputo innestare il nuovo intervento sul corpo originario della Cantina senza sottrarre neanche un metro di terreno alle amate e preziose vigne e, proprio grazie a questa sensibilità, si è aggiudicato la vittoria sui concorrenti. La struttura si fonde idealmente con l’ambiente circostante: il gesto architettonico si rivela in una scultura di grande impatto che evoca nella forma e nel colore le viti di Termeno e disegna un contrasto netto ed emozionante con il paesaggio, offrendo a questi luoghi un originale motivo di riconoscimento territoriale. Se visto dall’esterno l’insieme colpisce per la non banale cifra stilistica, all’interno lo spazio è stato accuratamente studiato in funzione della sua destinazione d’utilizzo, in modo da riservare aree funzionali dedicate all’attività degli operatori e al piacere dei visitatori. Dal corpo preesistente si estendono le due lunghe braccia verdi ove trova posto l’enoteca e la sala di degustazione, una bolla luminosa sospesa fra cielo e terra che permette ai visitatori di gustare in ogni senso l’esperienza Tramin. Letteralmente affacciati su questo lembo verde e blu di Sud Tirolo, avvicinando un bicchiere di Gewürtraminer alle labbra, non vi stupirete di percepire tanto intensamente il canto dei venti, rapiti dal panorama pedemontano tratteggiato a sbalzo, quasi toccando con il pensiero i frutteti odorosi e le uve polpose dei nostri vitigni.
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pubblicato il 27/01/2013 15:30:00 nella sezione "Aziende vinicole"
Giovanni F. Mariani Sr. è stato il fondatore, nel 1919, di Banfi Vintners, azienda leader nell’importazione di vini negli Stati Uniti. Nato nel 1895 a Torrington-Connecticut, all’età di nove anni si trasferisce in Italia dalla zia Teodolinda, la quale gli trasmette la sua grande passione e conoscenza del vino. All’età di 23 anni torna in America e, dopo una breve esperienza nell’esercito americano, comincia a pensare seriamente a come poter sfruttare le conoscenze acquisite sul vino.

Nel 1919 fonda a New York la Banfi Vintners. L’anno successivo viene approvato il Proibizionismo. Tuttavia Giovanni F. Mariani Sr. persevera nella sua impresa e riesce a tenere in vita l’azienda importando altri prodotti tipici italiani. Nel 1928 si sposa con Eva Barr e dalla loro unione nascono tre figli: Joan, John Jr. e Harry. Tutti e tre, una volta raggiunta la maggiore età, entrano in azienda.

Dopo l’abrogazione del Proibizionismo, torna in Europa e si mette alla ricerca delle cantine più rinomate d’Italia: con il suo straordinario lavoro Giovanni Mariani ha aiutato gli americani a conoscere ed apprezzare importanti vini italiani come il Barolo, il Brunello e il Chianti. Cede l’azienda ai suoi figli nel 1963 trovando in loro, oltre che degli esperti collaboratori negli affari, soprattutto dei meritevoli successori.

Giovanni F. Mariani Sr. muore il 24 Dicembre 1972. L’ eccellenza di Banfi nel mondo del vino di oggi è un opportuno tributo alla sua memoria.

Castello di Poggio alle Mura s.n.c.
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