The wine italia, il nuovo modo di conoscere il vino. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti. TheWineItalia è un prodotto "Web Mouse Consulting Srl" Strada di Rovereta 42, 47891 Falciano (RSM), e-mail info@thewineitalia.com
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pubblicato il 27/07/2016 11:13:20 nella sezione "Il ricettario"
pubblicato il 08/07/2015 12:07:46 nella sezione "Il ricettario"
Chi non conosce la bistecca alla fiorentina? Grande, per non dire enorme, succosa e di una qualità riconosciuta in tutto il mondo. Mediamente si aggira su 1-1.5 Kg di peso per un altezza all’incirca di 5-6 cm. Insomma una bistecca davvero notevole, non c’è che dire! Il taglio viene preso dalla lombata del vitellone della zona Chianina (da cui la bistecca prende il suo secondo nome, “bistecca Chianina”), allevato secondo rigide norme sanitarie nei pascoli della zona di Siena, terra famosa per le sue dolci colline e per i grandi spazi aperti che permettono ai pascoli di crescere sani e forti per una carne ottima, saporita e consistente.

L’accompagnamento tradizionale per questa bistecca son i fagioli cannellini con un filo di olio o anche una semplice e fresca insalata. Abbinamento tipico della fiorentina è un buon vino Chianti che da secoli accompagna questa enorme bistecca grazie alle sue note morbide e leggermente tanniche, unito ad un corpo medio, che certamente ben si sposano alla consistenza della carne.

Per una perfetta cena toscana, una bella bistecca alla fiorentina e una buona bottiglia di Chianti sono l’accoppiata ideale! Per questo motivo la cantina Ravazzi ha lanciato la sua offerta speciale: ben 10 bottiglie di Chianti, 5 DOCG e 5 Riserva, da accompagnare alla vostra succosa e saporita fiorentina. E in più in omaggio due barattoli di ragù tipico toscano: uno di cinghiale e uno di cinta senese, antica razza di suini della zona dei colli senesi da cui si ricavano dei salumi famosi in tutta Italia come la finocchiona.



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pubblicato il 31/01/2014 10:09:36 nella sezione "Il ricettario"
A cura di Alessandra Conforti

Il freddo si fa sentire, la nostra penisola combatte con pioggia, neve e venti freddi, così abbiamo pensato di regalarvi la ricetta del "Vin Brulè", una bevanda calda a base di vino utilizzata nei paesi del nord ( e non solo!) per riscaldarsi e allontanare i malanni. Si perché questa bevanda speziata, dalla leggera gradazione alcolica, bevuta molto calda, sembra abbia il potere di riscaldare il corpo e scacciare i piccoli malanni di stagione!
Non vogliamo addentrarci in questioni mediche, fatto sta che vino aromatizzato se ne è sempre bevuto fin dall'antichità, freddo o caldo, a seconda della temperatura a cui si vivesse. L'abitudine di bere vino cotto infatti si diffuse nelle popolazioni alpine e ancora oggi, durante le manifestazioni ed eventi vari, viene distribuito fra la gente per rallegrare lo spirito e scaldare i cuori.
Molti si chiedono se i vino cotto sia alcolico, un po' si. Ovviamente dire con esattezza la gradazione è un po' difficile perché dipende molto dal tipo di vino utilizzato (normalmente si usa del vino rosso), durante la lenta cottura del vino però, l'alcool etilico evapora (a 83 °C). Possiamo dire quindi che la gradazione alcolica del Vin Brulè è molto variabile (solitamente tra gli 11 e i 14 gradi alcolici) e che molto dipende dal tempo di cottura e dal tipo di fiamma utilizzata.

PREPARAZIONE
Il vin brulé si prepara riscaldando vino rosso (nella versione tradizionale) o vino bianco, aggiungendo quindi zucchero a piacere e diverse spezie, di base cannella e chiodi di garofano. In alcuni casi vi si aggiungono facoltativamente delle scorze di limone, anice stellato, e/o qualche spicchio di mandarino.

RICETTA
Ingredienti per 4 persone:

1 litro di vino rosso
200 gr di zucchero
2 stecche di cannella
5 chiodi di garofano
1 pizzico di noce moscata
1 arancia

Servite caldo!
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pubblicato il 10/02/2013 15:36:00 nella sezione "Il ricettario"
Se hai voglia di un dessert particolare e delizioso, la Torta Ubriaca Cioccolato e Vino Rosso Bimby è quella che fa al caso tuo :-)

La ricetta mi è stata inviata da Olivia, una fan di Villa San Giovanni (RC). Il nome di questa torta è stato inventato da Anna Moroni, la simpatica cuoca diventata famosa affiancando Antonella Clerici ne “La Prova del Cuoco”.

A primo impatto sembra una ricetta simile a quella della Torta al Vino Rosso, ma gli ingredienti e il procedimento sono diversi :-)

L'accoppiata cioccolato/cacao e vino rosso è perfetta, perché in cottura l'alcool evapora e resta solo il sapore (così va bene anche per chi non può bere alcolici).

Ti consiglio di provare questa torta squisita e particolare, anche perché farla con il Bimby è davvero un gioco da ragazzi... che bontà! ;-)

Oltre alla Torta al Vino Rosso, se sei una fan del Cioccolato ti consiglio di dare un'occhiata alle ricette del nuovo e-Book "Dolci al Cioccolato con il Bimby", dove ho raccolto tutte le migliori ricette del sito che hanno come ingrediente comune proprio il Cioccolato :-)


Ingredienti
- 300 gr Zucchero
- 200 gr Burro
- 60 gr Cacao amaro
- 100 gr Vino rosso
- 150 gr Farina
- 4 Uova
- 1 bustina Lievito


Come preparare la Torta Ubriaca Cioccolato e Vino Rosso
Versa nel boccale il cacao, lo zucchero, il burro e il vino. 7 Min. 50° Vel. 3.

Togli un bicchiere del composto dal boccale e metti da parte.

Metti nel boccale la farina e le uova. 1 Min. Vel. 5.

Con le lame in movimento aggiungi il lievito. 20 Sec. Vel. 5.

Imburra ed infarina una teglia, versaci dentro il composto cuoci in forno già caldo. 40 Min. 160°.

Una volta cotta devi bucherellare con lo stecchino la superficie della torta e versarci sopra il composto tolto precedentemente dal boccale.

Prima di servirla, lascia "ubriacare" la torta per un'oretta :-)

http://www.ricette-bimby.com/2011/04/torta-ubriaca-cioccolato-e-vino-rosso.html

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pubblicato il 10/02/2013 15:35:00 nella sezione "Il ricettario"
pubblicato il 27/11/2012 10:34:44 nella sezione "Il ricettario"
pubblicato il 24/11/2012 11:00:00 nella sezione "Il ricettario"
pubblicato il 16/11/2012 23:32:53 nella sezione "Il ricettario"
Ve l’avevo promesso no? Dopo tanto Luca Montersino e ricette complicatucce ritorno con una bella ricetta semplice e pescata direttamente dai miei ricordi d’infanzia. Io adoravo questi biscotti (o meglio taralli dolci, non è un biscotto da inzuppo), li preparava la madrina di mio fratello nella cui casetta in piena valle d’Itria andavo a passare diverse settimane in estate. Lì dove ho potuto per la prima volta bere il latte appena munto, dove si cucinava sotto il caminetto e dove gli gnummarieddi erano più saporiti che in qualsiasi altra punto delle Murge.

Ogni volta che andavo dalla mia cara Clementina speravo di trovare questi taralli dolci, uno tira l’altro, soprattutto grazie alla dolcezza appena accennata che non è mai stucchevole. Non avrei mai immaginato che fossero impastati con il vino! Ricordo la prima volta che li ho visti impastare: rimasi scioccata! Quasi piangevo, mi erano stati promessi i miei biscotti preferiti e vedevo versare lì nella fontana di farina olio, vino, insomma cose che pensavo con i dolci non avessero nulla a che vedere. E invece… dopo essere stati sfornati eccoli lì, i miei preferiti!

La ricetta che vi propongo non è quella di Clementina, purtroppo, a cui devo ricordarmi di chiederla assolutissimamente, ma una che più o meno ho improvvisato partendo da appunti presi al volo chissà quando con il proposito di replicarli! Anche se, a pensarci bene, anche a replicare la sua ricetta, non potrò mai raggiungere lo stesso sapore che si può ottenere da una cottura in forno a legna, nell’aria fresca e frizzante della Murgia.

Procedimento:
Impastare tutti gli ingredienti e formare un impasto liscio e compatto, simile alla pasta frollae lasciarlo riposare circa 20 min.
Formare delle ciambelline e passarle per un lato solo nello zucchero semolato
Importante: non passare i taralli nello zucchero per entrambi i lati, altrimenti in cottura i biscotti bruceranno sul fondo inesorabilmente!!! Poggiare sulla teglia il lato non coperto di zucchero.
Infornare per circa 15 min a 180°. Io li preferisco un po’ chiari, alcune scuole di pensiero li vogliono cotti fino a doratura.
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pubblicato il 11/11/2012 18:22:09 nella sezione "Il ricettario"
di Laura de Vincentis

Qualche anno fa si parlava di Happy Hour, espressione tipica inglese, usanza nata proprio in Inghilterra, in pratica una promozione per invogliare la clientela, con l’offerta di due bevande al prezzo di uno, a recarsi a bere nei pub, in quella fascia d’orario desueta che coincideva con l’uscita dal lavoro e dalle fabbriche. Qui da noi l’Happy Hour invece offre aperitivi con ricco buffet da cui spizzicare a prezzi “popolari”.
Subito a seguire, ecco apparire il brunch, usanza che io adoro particolarmente per la possibilità di gozzovigliare tra dolce e salato in una fascia oraria che ingloba la colazione e il pranzo, sino ad allungarsi nel primo pomeriggio. Il brunch, così informale, sfizioso, comodo è per eccellenza un’usanza dei giorni di festa, quando magari ci si alza tardi e non c’è tempo per fare la colazione ed il pranzo. I cibi vengono reinventati e sulla tavola si trovano a buffet proposte dolci e salate a coccolare qualsiasi palato. Il brunch ormai è una divertente abitudine che ha preso piede in tutto il mondo diversificando anche la proposta dei menu proposti. Si parla così di brunch americano quando la tavola è caratterizzata da un buffet a base di muffins, hamburger, cheesecake, egg & bacon; c’è poi il brunch etnico che spazia ovviamente su proposte etniche caratterizzate dal gusto fortemente speziato; curioso è il brunch cinese, il “dim sum” che sta prendendo piede in tutti i vari ristoranti cinesi del mondo. Mi ricordo che già più di 10 anni fa frequentavo un locale simile a Roma.
Le ultime tendenze di moda oggi sono: il drunch quando trattasi di un ricco buffet che “ingloba” merenda, aperitivo, cena e il “Fusion” ovvero proposte "finger food” che uniscono chicche orientali (in special modo giapponesi) a prodotti tipici del territorio.

E così nasce questo Toscana Fusion, un po’ per gioco, un po’ per provare accostamenti di sapori inusuali fatti con prodotti toscani, spezie, erbe aromatiche. Carina la presentazione in piccole coppettine. Uno sfizio versatile per un Happy Hour, un brunch, un drunch o una più verace merenda campagnola fatta con l’arte del riciclo, per quando avete salumi e formaggi che attendono nel vostro frigorifero un seno del destino che eviti loro l’infausta visita nella pattumiera.

Ingredienti
Avanzi di salame toscano
Avanzi di pecorino semistagionato
Polvere di pistacchi
Scagliette di mandorle pelate e tostate
Erbe aromatiche balsamiche: origano, rosmarino, salvia
Spezie: pepe nero, bacche di ginepro
Olio extravergine d’oliva
Biscottini salati

Preparazione
Tagliare a cubetti il salame e il pecorino. Metterli in un contenitore e condirli con abbondante olio extravergine d’oliva, le erbe aromatiche, le spezie e le mandorle. Fare insaporire il tutto per qualche ora mescolando di tanto in tanto. Servire in piccole coppette. Decorare con pistacchi tritati, qualche lamella di mandorla tostata e un biscottino salato.
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pubblicato il 11/11/2012 18:14:15 nella sezione "Il ricettario"
pubblicato il 08/11/2012 11:59:44 nella sezione "Il ricettario"
pubblicato il 04/11/2012 15:20:06 nella sezione "Il ricettario"
piatto Dedra Ecobioshopping, vassoietti Atmosfera Italiana

Oggi una proposta golosa che si può anche definire una ricetta del riciclo, quando vi trovate con della pasta corta avanzata, piuttosto che con avanzi di formaggi nel frigorifero. Ottima da servire per un aperitivo o un brunch (ormai l’avete capito che io sono quella degli “sfizi salati”), sarà perché a me garba tanto spizzicare questo e quello piuttosto che sedermi a tavola per un pranzo canonico di 3 portate. Potete preparare queste mini pies anche anticipatamente, congelarle e scongelarle al momento, per esempio quando ricevete ospiti improvvisi per un aperitivo. Per il condimento della pasta io ho proposto questo ai formaggi ma voi potete anche lasciare libera la fantasia con salse e sughi che più vi garbano. Nota amena sulla foto: il mi' marito l'ha definata un "soggetto strambo"


Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Cuocere le pennette lasciandole molto al dente. Fondere i formaggini nel latte sino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo. Condire la pasta con questa fonduta, aggiungere un pizzico di aglio in granuli, la salvia tritata, 4 cucchiai di Parmigiano e l’uovo. Mantecare per bene il tutto. Spennellare di olio degli stampini per muffin. Con un coppapasta ricavare dalla pasta sfoglia dei cerchi (diametro 5cm circa) con cui rivestire il fondo e parte dei bordi degli stampini. All’interno mettere mezzo cucchiaio di pasta. Spolverare con parmigiano e infornare a 180° per circa 15 minuti (la pasta deve leggermente dorare). Servire tiepidi o a temperatura ambiente.
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pubblicato il 03/11/2012 09:09:56 nella sezione "Il ricettario"
pubblicato il 01/11/2012 11:03:46 nella sezione "Il ricettario"
pubblicato il 31/10/2012 21:49:42 nella sezione "Il ricettario"
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