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Passaporto genetico dei principali vitigni autoctoni Italia
pubblicato il 11/12/2013 10:51:53
CONEGLIANO - Stilare un vero e proprio passaporto genetico dei principali vitigni autoctoni italiani. E' l'obiettivo del progetto di ricerca "Valorizzazione dei principali vitigni autoctoni italiani e dei loro terroir", finanziato dal Mipaaf e coordinato dal Cra-Vit di Conegliano con la collaborazione di Cra-Centro di ricerca per la Genomica e la Postgenomica (CRA-GPG), Istituto di Genomica Applicata (IGA) di Udine, Università di Udine, Università di Verona, Università di Milano e Scuola Superiore di Studi S. Anna (SSSA) di Pisa, presentato a Conegliano in occasione del novantennale, venerdì scorso, del locale centro di ricerca per la viticoltura.

''Dalle nostre analisi - dicono i ricercatori - si conferma l'elevata diversità di vitigni autoctoni italiani e conseguentemente la grande variabilità di vini che possono essere prodotti. Si tratta di uno dei fattori determinanti per il successo commerciale dei nostri vini, soprattutto all'estero.

E questo è il primo passo per difendere e valorizzare lo straordinario patrimonio viticolo nazionale". Il progetto ha inoltre permesso di conoscere la composizione dettagliata delle uve alla raccolta, per poter così indirizzare nel modo più opportuno la tecnica enologica, esaltando al massimo le peculiarità organolettiche dei diversi vitigni. In tal modo sarà possibile ottenere un ulteriore miglioramento qualitativo dei vini, con una distinta e sempre più spiccata connotazione. Di conoscere anche l'espressione genica sia nelle fasi principali dello sviluppo vegetativo della pianta sia durante il processo di maturazione dell'uva. Ciò consentirà di intervenire, ad esempio, sui tempi e sui modi di concimare o irrigare il vigneto, sulla base di indici genetici e non più fisiologici. Lo studio fa infine capire il grado di adattamento dei vitigni ai vari terroir, per poter ottimizzare la loro espressione qualitativa in diversi ambienti.
Fonte Ansa
Conegliano (Treviso)
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