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VENDESI Azienda agricola Grosseto - COD. RSDT000473
pubblicato il 25/09/2012 20:29:13
TOSCANA - GROSSETO
COD. RSDT000473
€ 1.300.000
SUPERFICIE IMMOBILE: 250 mq
SUPERFICIE TERRENO: 15 ha

Descrizione L'azienda agricola modello per qualità del terreno, dell'esposizione, della cura riservata a vigneti ed uliveti, il vigneto di circa 7 anni di vita è entrato in pieno regime produttivo, considerando la selezione dei vitigni, ha tutte le caratteristiche pur essendo DOC Maremma Toscana, di rientrare a pieno titolo nella selezione Morellino di Scansano, rilevante la predisposizione per la raccolta meccanizzata del prodotto. L'uliveto anche esso di c.a sette anni di vita è classificato IGP olio extra vergine di oliva Toscano, dovrebbe entrare in produzione regolare entro due tre anni, con un’ottima possibilità di commercializzazione del prodotto oleario tramite un consorzio che acquisisce il prodotto a circa 7€ litro. La vinificazione attualmente avviene nell'azienda limitrofa proprietà del consulente aziendale. Il capannone atto a rimessaggio attrezzature agricole ha una struttura recente ed in condizioni ottimali. Insiste poi sulla proprietà aziendale un appartamento che eventualmente potrebbe essere parte dell'acquisto produce reddito da locazione. Dettagli azienda: Il territorio che interessa dette superfici è configurato come “collina tipica” che, a differenza della “collina strutturale”, vede un intervento antropico nelle attività di modellamento delle orografie quasi nullo. Con gli interventi di miglioramento a carico degli appezzamenti originariamente impiegati a pascolo e seminativo il concetto di base è stato quello di utilizzare, nella maniera più razionale e rispettosa, la naturale morfologia del suolo, i terreni più pianeggianti in prossimità della strada provinciale sono stati adibiti a oliveti in quanto troppo freschi e fertili per la viticoltura di qualità, i terreni dove l’andamento collinare diveniva predominante, caratterizzati da una frazione di scheletro maggiore ed un miglior deflusso delle acque sono stati utilizzati per gli impianti vitati; ove le pendenze divenivano limitanti per la coltivazione abbiamo preferito, anziché avventurarci in movimenti terra troppo evidenti che rischiavano di far affiorare lo strato sterile inferiore al franco di coltivazione, variare la direzione dei filari in modo che si indirizzassero sulla linea di massima pendenza; il risultato è stata una “diamantatura” delle superfici che ha permesso di rispettare maggiormente suolo e coltura lasciando quasi inalterata l’orografia originale. Ove necessario sono stati realizzati drenaggi per evitare la formazione di ristagni idrici nocivi alla coltivazione. Detti drenaggi sono stati ottenuti attraverso il posizionamento di cospicui cordoni di pietrame di lunghezza e spessore variabile in base alla entità del ristagno sovrastati da uno strato di tessuto non tessuto per tutta la lunghezza della trincea; questa metodica, detta “drenaggio povero”, comunemente impiegata in questo comprensorio, permette un efficiente deflusso delle acque senza necessità di acquistare inerti di cava o tubature in PVC con un notevole risparmio economico ed organizzativo. L’orditura del vigneto è stata realizzata mediante l’impiego di pali di legno di pino trattato con impregnanti in autoclave, il materiale è stato scelto come compromesso fra durata, prolungata nel tempo e risultato estetico, sicuramente superiore quello offerto dalla alternativa del ferro zincato. I sesti di impianto preferiti in questo caso sono di 2,2 m fra fila e fila e 0,75 m sulla fila fra pianta e pianta; una configurazione del genere permette di arrivare al numero di 6060 piante ad ettaro, densità in linea con i moderni standards imposti dalla viticoltura di qualità. Per quello che concerne la scelta delle varietà nel complesso dell’ampio panorama ampelografico disponibile si è data evidente rilevanza al vitigno a bacca rossa “Sangiovese” non solo per la vocazione dello stesso su queste terre ma anche in previsione della possibilità di rivendicare parte dei vigneti a DOCG “Morellino di Scansano”, principale denominazione locale; a complementare questo vitigno sono stati selezionati biotipi e varietà italiane, anch’esse tutte a bacca rossa, come Alicante e Montepulciano, alternate ad altre a carattere internazionale come Cabernet e Merlot. Il Sistema di tenuta dei vigneti è fatta a cordone speronato unilaterale. Tutti i terreni troppo pendenti per permettere la corretta coltivazione del vigneto nonché quelli delle zone più basse sono stati impiegati ad oliveto, per gli impianti sono state scelte varietà tradizionali toscane quali Leccino e Frantoio alternate a Pendolino con funzione di impollinatore. I sesti di impianto prescelti sono di 5 m per 5 m in quadrato con una densità di circa 400 piante ad ettaro. La futura impostazione della forma di allevamento vedrà la realizzazione di un vaso policonico di dimensioni contenute tali da premettere raccolta con agevolatori e/o scuotitori direttamente da terra.
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